About

I componenti di Controfase [Pietro Frigato, Marco Ober, Andrea Beggio, Emanuele Zottino, Barbara Schindler] hanno esperienze in diversi generi, dal rock alla sperimentazione, dall’improvvisazione collettiva alla musica hardcore, avendo fondato e fatto parte di gruppi come Croma, Khalmo, Antisonic e Psicopolizia. Hanno partecipato a diversi festival tra i quali Staub und Kratzer di Düsseldorf, Undefined di Merano, Highscore di Pavia e hanno realizzato e prodotto i cd Abstract, Notturno, Piano and electronics, Controfase, e Conflitti. Hanno composto musiche per documentari, cortometraggi, film muti, installazioni sonore, sigle e audioracconti, tra cui Il rumore del cuore di Edgar Allan Poe pubblicato da FullColorSounds e L’Espresso Audiolibri. Le musiche di Controfase sono state più volte diffuse su Radio3RAI di Bolzano, RAI Sender Bozen e Radio3RAI nazionale alla trasmissione Battiti. Pietro Frigato è autore di diversi saggi, tra cui Social Costs and Public Action in Modern Capitalism edito da Routledge.

Fase 1
Controfase nasce nel 2004 da un progetto di Emanuele Zottino e Andrea Beggio dedicato a un repertorio per pianoforte e live electronics. La cifra stilistica di questi primi lavori, come Piano, Dimensioni e come il recente Der weiße Nebel wunderbar, consiste nel dipingere atmosfere rarefatte e minimali, rigorose, statiche, fredde, trasparenti. Parallelamente a questa produzione prendono vita altri progetti, come la serie Kammermusik per strumento solista e live electronics, il ciclo Canto notturno per flauto, Glockenspiel, tubax, pianoforte e live electronics, il gruppo Ice Music per pianoforte, strumenti di ghiaccio e live electronics, la serie Vier mal 4 dedicata all’Arte della Fuga di Bach arrangiata per sintetizzatore in quadrifonia, e le colonne sonore per alcuni cortometraggi del cinema muto sperimentale, tra cui Wachs Experimente di Oskar Fischinger, Filmstudie e Rhythmus 21 di Hans Richter, Opus IV di Walther Ruttmann.

Fase 2
Dopo queste esperienze Controfase include nel progetto l’arpista Barbara Schindler, costruendo un repertorio basato su un nuovo organico: arpa, elettronica, strumenti giocattolo, chitarre elettriche, basso e diversi sistemi di live electronics, dal nastro magnetico al delay a pedale fino al software di elaborazione in tempo reale. Nasce da una serie di composizioni e improvvisazioni il cd Controfase (2009), in cui si abbandonano le atmosfere rarefatte dei lavori precedenti e si tenta di costruire un nuovo equilibrio, più denso, articolato e disomogeneo. Questo senso di eterogeneità permette ai musicisti di inglobare nei brani melodia e dissonanza, ritmi simmetrici e asimmetrici, composizione e improvvisazione, oltre a una varietà di piani timbrici: l’elettronica, i timbri dell’arpa, i suoni e i rumori appartenenti al mondo dell’infanzia, le sonorità tipiche della musica rock, il suono ruvido e sporco di un registratore a nastro magnetico, oltre alla dimensione fantasma del live electronics.

Fase 3
Dal 2010 Controfase include nel progetto due nuovi elementi: Marco Ober alla regia del suono e Pietro Frigato alla voce. Il primo è curatore della parte tecnica, della resa sonora live e in studio e partecipa a tutti i processi creativi insieme al gruppo. Il secondo è coautore delle musiche e autore dei testi, componimenti tra la poesia e la cronaca, sempre attenti allo smarrimento dei singoli di fronte al cinismo di imprese e stati. Con questa formazione Controfase ha prodotto il cd Rispettabili criminali e comuni mortali (2012), una serie di composizioni nelle quali la sperimentazione musicale si fonde con il disincanto e il disagevole realismo dei contenuti. Di questa nuova produzione fanno parte il lungo brano sul precariato Diario postumo di un lavoratore flessibile (articolo di Luciano Gallino apparso su Repubblica e citazioni dei lavori dell’economista Karl William Kapp), l’allucinante e macabro ricordo d’infanzia Scimmie e lucertole, il disincantato e malinconico Antongiulio, i brani La fabbrica del dubbio e Rainews24, in cui si evidenzia la violenza delle imprese e la pericolosità delle masse umane uniformi. Un mondo di individui soli, disorientati, folli, quasi sempre variamente stupefatti, resi vivi da una musica a volte sognante, delicata, surreale, a volte cupa, rigorosa, aggressiva.